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Nel cuore dell'Appennino tosco-emiliano, circondata da boschi, ampie vallate e vigneti, sorge una splendida villa settecentesca: Villa Pandolfa.
Costruito dalla visionaria famiglia nobiliare Albicini, il luogo è intriso di storia e patrimonio italiano, fin dalla sua costruzione è stato arredato con opere d'arte antiche e preziose, dove il fascino della tradizione incontra un'eleganza senza tempo.
Chiamata anche Villa dalle 100 finestre, la simmetria quadrata interna ed esterna della struttura è perfetta per la narrazione visiva.
La villa dispone di una cantina storica con un tunnel sotterraneo, dall'atmosfera suggestiva, dove le antiche carrozze nobiliari entravano nella tenuta, che conduce direttamente agli interni del piano terra.
Alla fine del tunnel si trova una collezione di vecchie bottiglie di vino dalla fine dell'800 agli anni '80, conservate con cura accanto al vecchio pozzo.
Negli anni '50 la villa è stata sottoposta a complessi restauri da parte di artigiani e artisti locali, i pavimenti e le decorazioni rispecchiano lo stile settecentesco originale della villa.
I toni tenui e i blush degli affreschi dei piani nobili, che ritraggono la campagna circostante, conferiscono una ricchezza romantica e un'atmosfera bucolica agli interni della villa.
I bassorilievi, raffiguranti l'allegoria delle quattro stagioni, e le sculture del giardino
offrono un'eleganza neoclassica unica nelle tenute italiane del XVIII secolo.
Le ampie finestre e i raffinati lampadari creano un bellissimo gioco di luci e ombre con la luce del sole sui pavimenti di piastrelle antiche, aggiungendo ritmo visivo e strati di profondità a immagini e film.
Il suo colore unico, rosa Pandolfa, si integra con il verde dei vigneti e dei campi circostanti, aggiungendo un tocco di contrasto armonico alla tavolozza dei colori.
La proprietà dispone di una piscina nascosta tra i vigneti e gli alberi da frutto, proprio dietro il tradizionale giardino all'italiana.
In tutta la tenuta si possono sentire i profumi della lavanda, del rosmarino, della menta e di molte altre erbe aromatiche: una delizia per l'olfatto, con i loro profumi delicati, e per gli occhi, grazie alle splendide sfumature di molte varietà di fiori e piante.
Il famoso poeta italiano Giosuè Carducci fu ispirato dalla bellezza della tenuta: gli appartamenti che abitò durante il suo soggiorno alla Pandolfa sono oggi chiamati Suite Carducci. Gli arredi originali del XVIII secolo, con un pizzico di art nouveau, conferiscono a questi appartamenti un'autenticità storica unica.
Carducci definì la villa destinata all'eternità: poeti, condottieri, artisti e donne visionarie sono passati da questo capolavoro architettonico, lasciando che la magia di questo luogo alimentasse la loro creatività.